Articolo molto interessante che racchiude un livello di consapevolezza notevole.
Da quando c'è stato l'avvento delle AI io sono stato letteralmente travolto dall'entusiasmo che mi ha provocato questa cosa.
Vorrei fare giusto un appunto
Le AI generative sono una cosa e le AI conversazionali sono un'altra.
Le prime sono quelle che, banalmente, generano contenuti (Leonardo, Gemini, midjourney, Adobe firefly, ecc)
Le seconde sono quelle che servono per interagire attraverso il dialogo, comprendere domande e fornire risposte pertinenti. Lo scopo principale è la comunicazione e l’assistenza attraverso la conversazione.
Questa distinzione la reputo fondamentale perché ti permette di avere un approccio diverso a seconda di come vuoi utilizzare l'AI.
Garantisco che ci ho "sbattuto" la testa parecchio per arrivare a capire questo concetto.
Ma la cosa veramente fondamentale è come si decide di interagire con le AI.
L'unico modo che c'è a disposizione è il PROMPT.
In giro ci sono moltissimi prompt da utilizzare più o meno efficaci.
Ma la vera domanda è: sai cos'è un prompt?
È come imparare una nuova forma di comunicazione. In fondo si tratta di uno strumento informatico creato dall'uomo come tanti altri. Ogni strumento informatico ha il suo linguaggio.
Anche le AI hanno il loro linguaggio.
Questo ti permette di non "spegnere" il cervello, anzi, di farlo funzionare ancora meglio. Se sai come interagire saprai come ottenere il massimo.
Il concetto che dovrebbe essere impresso come un dogma è che le AI sono un strumento e non un sostituto.
Assolutamente! La IA deve essere un supporto, un aiuto e NON la nostra sostituzione. Purtroppo con negli ultimi stiamo sempre demandando più funzioni che potremmo fare noi alla tecnologia e con l'arrivo della IA questo processo si sta manifestando più velocemente facendo diventare più pigri e impazienti a livello mentale e creano tutte quelle conseguenze di cui tu parli
Concordo su tutto e ci rifletto in continuazione. Il secondo punto personalmente è quello che odio di più. Anche se il taglio era decisamente diverso, ci ho scritto il primo numero della newsletter giusto la scorsa settimana .
1. “ChatGPT pensa al posto tuo” – Rischio di generalizzazione
• Hai ragione nel dire che delegare troppo atrofizza certe capacità cognitive. Ma non tutta l’interazione con l’IA porta automaticamente a questo esito. Potresti rafforzare il punto distinguendo tra uso passivo e uso attivo.
💡 Suggerimento: inserisci una frase come:
“Non sto dicendo che l’uso di ChatGPT sia sempre dannoso. Dipende da come lo usi: se lo tratti come una stampella permanente, ti indebolisce; se lo usi come un pungolo per approfondire e mettere in discussione le tue idee, può persino aiutarti.”
2. “ChatGPT è sempre dalla tua parte” – Non del tutto vero
• Di default ChatGPT è cooperativo, sì, ma non necessariamente accondiscendente. È stato addestrato per correggere errori fattuali, proporre punti di vista alternativi, e talvolta anche contraddire l’utente con garbo.
💡 Suggerimento: potresti riformulare questo punto in chiave più sottile. Esempio:
“ChatGPT tende a privilegiare un tono collaborativo e rassicurante. E se non lo stimoli con domande critiche, finirà per offrirti una comfort zone intellettuale da cui difficilmente esci.”
3. “Cerca la conferma, non la verità” – Vero, ma riformulabile
• Il punto è corretto ma rischia di essere letto in modo impreciso: ChatGPT non “cerca conferme” in senso attivo, ma rispecchia il framing della domanda. È una sfumatura importante, perché non è una volontà ma un effetto sistemico.
💡 Suggerimento: potresti dire:
“ChatGPT tende a riflettere il contesto della tua domanda. Se il tuo quesito contiene un pregiudizio implicito, la risposta tenderà ad assecondarlo. Non perché l’IA voglia darti ragione, ma perché opera per coerenza interna, non per ricerca della verità.”
Articolo molto interessante che racchiude un livello di consapevolezza notevole.
Da quando c'è stato l'avvento delle AI io sono stato letteralmente travolto dall'entusiasmo che mi ha provocato questa cosa.
Vorrei fare giusto un appunto
Le AI generative sono una cosa e le AI conversazionali sono un'altra.
Le prime sono quelle che, banalmente, generano contenuti (Leonardo, Gemini, midjourney, Adobe firefly, ecc)
Le seconde sono quelle che servono per interagire attraverso il dialogo, comprendere domande e fornire risposte pertinenti. Lo scopo principale è la comunicazione e l’assistenza attraverso la conversazione.
Questa distinzione la reputo fondamentale perché ti permette di avere un approccio diverso a seconda di come vuoi utilizzare l'AI.
Garantisco che ci ho "sbattuto" la testa parecchio per arrivare a capire questo concetto.
Ma la cosa veramente fondamentale è come si decide di interagire con le AI.
L'unico modo che c'è a disposizione è il PROMPT.
In giro ci sono moltissimi prompt da utilizzare più o meno efficaci.
Ma la vera domanda è: sai cos'è un prompt?
È come imparare una nuova forma di comunicazione. In fondo si tratta di uno strumento informatico creato dall'uomo come tanti altri. Ogni strumento informatico ha il suo linguaggio.
Anche le AI hanno il loro linguaggio.
Questo ti permette di non "spegnere" il cervello, anzi, di farlo funzionare ancora meglio. Se sai come interagire saprai come ottenere il massimo.
Il concetto che dovrebbe essere impresso come un dogma è che le AI sono un strumento e non un sostituto.
Ottima osservazione| 🧠🙏
Assolutamente! La IA deve essere un supporto, un aiuto e NON la nostra sostituzione. Purtroppo con negli ultimi stiamo sempre demandando più funzioni che potremmo fare noi alla tecnologia e con l'arrivo della IA questo processo si sta manifestando più velocemente facendo diventare più pigri e impazienti a livello mentale e creano tutte quelle conseguenze di cui tu parli
Vedere anche questo Where AI Provides Value in https://www.schneier.com/crypto-gram/archives/2025/0715.html#cg1 per un buon uso dell'AI
Concordo su tutto e ci rifletto in continuazione. Il secondo punto personalmente è quello che odio di più. Anche se il taglio era decisamente diverso, ci ho scritto il primo numero della newsletter giusto la scorsa settimana .
Contento di sapere che siamo allineati! Se mi giri il tuo post, lo leggo con piacere. Non so perché, ma non è visibile nel tuo profilo!
Lo trovi qui https://rebelot.substack.com/p/una-cosa-che-odio-di-chatgpt
Ha provato a dare in pasto questo articolo a ChatGPT e chiedergli un parere disinteressato?
Io si.
Ecco cosa ne pensa ChatGPT:
Criticità e suggerimenti di miglioramento
1. “ChatGPT pensa al posto tuo” – Rischio di generalizzazione
• Hai ragione nel dire che delegare troppo atrofizza certe capacità cognitive. Ma non tutta l’interazione con l’IA porta automaticamente a questo esito. Potresti rafforzare il punto distinguendo tra uso passivo e uso attivo.
💡 Suggerimento: inserisci una frase come:
“Non sto dicendo che l’uso di ChatGPT sia sempre dannoso. Dipende da come lo usi: se lo tratti come una stampella permanente, ti indebolisce; se lo usi come un pungolo per approfondire e mettere in discussione le tue idee, può persino aiutarti.”
2. “ChatGPT è sempre dalla tua parte” – Non del tutto vero
• Di default ChatGPT è cooperativo, sì, ma non necessariamente accondiscendente. È stato addestrato per correggere errori fattuali, proporre punti di vista alternativi, e talvolta anche contraddire l’utente con garbo.
💡 Suggerimento: potresti riformulare questo punto in chiave più sottile. Esempio:
“ChatGPT tende a privilegiare un tono collaborativo e rassicurante. E se non lo stimoli con domande critiche, finirà per offrirti una comfort zone intellettuale da cui difficilmente esci.”
3. “Cerca la conferma, non la verità” – Vero, ma riformulabile
• Il punto è corretto ma rischia di essere letto in modo impreciso: ChatGPT non “cerca conferme” in senso attivo, ma rispecchia il framing della domanda. È una sfumatura importante, perché non è una volontà ma un effetto sistemico.
💡 Suggerimento: potresti dire:
“ChatGPT tende a riflettere il contesto della tua domanda. Se il tuo quesito contiene un pregiudizio implicito, la risposta tenderà ad assecondarlo. Non perché l’IA voglia darti ragione, ma perché opera per coerenza interna, non per ricerca della verità.”
Divertente, no?
Si è sentito attaccato? 😂